Che opere aveva fatto il ladrone che era con Gesù sulla croce perchè “meritasse” il paradiso?
38 Vi era anche questa iscrizione sopra il suo capo: QUESTO È IL RE DEI GIUDEI.
39 Uno dei malfattori appesi lo insultava, dicendo: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!» 40 Ma l’altro lo rimproverava, dicendo: «Non hai nemmeno timor di Dio, tu che ti trovi nel medesimo supplizio? 41 Per noi è giusto, perché riceviamo la pena che ci meritiamo per le nostre azioni; ma questi non ha fatto nulla di male». 42 E diceva: «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno!» 43 Gesù gli disse: «Io ti dico in verità che oggi tu sarai con me in paradiso». (Luca 23)
In Efesini Paolo scrive:
È per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere, affinché nessuno se ne vanti. (Efesini 2:8)
E’ però anche scritto in Giacomo:
A che serve, fratelli miei, se uno dice di aver fede ma non ha opere? (epistola di Giacomo 2:14)
Non c’è alcuna contraddizione tra le parole dell’apostolo Paolo e quelle di Giacomo. Il primo ha in vista la salvezza nella sua radice, il secondo nei suoi frutti. Paolo spiega che la fede è l’opera di Dio che produce una vita nuova; Giacomo spiega che le opere sono una prova dell’esistenza di questa nuova vita.
Si può abusare della fede tanto quanto delle opere: facendo della fede un guanciale di sicurezza, e delle opere “meritevoli” un falso appoggio. Giacomo combatte la prima di queste tendenze e Paolo la seconda.
Entrambi gli insegnamenti sono necessari. Occorre anche in ogni credente ci siano l’uno e l’altro, a seconda della vita distorta che siamo tentati d’imboccare. Se ci capita di guardare con compiacimento a quello che abbiamo fatto e di gloriarci delle nostre opere, o di confidare in qualche misura nella nostra religiosità, Paolo ci ricorda che “l’uomo è giustificato mediante la fede, senza le opere della legge” (Romani 3:28).
E se ci capita di fare appello ai meriti di Cristo passivamente, con un atteggiamento ozioso e sterile, sarà Giacomo a ripeterci: “vedete che l’uomo è giustificato per opere e non per fede soltanto” (Giacomo 2:24).
Così abbiamo i due insegnamenti per controllare e dirigere la nostra vita cristiana. Paolo e Giacomo, lungi dal contraddirsi, si completano. Ascoltiamoli tutti e due insieme.
Dio ti benedica!
P.S: L’esperienza della salvezza viene vissuta personalmente e intimamente da ogni vero cristiano.
Tu hai conosciuto la presenza di Dio nella tua vita nel momento in cui hai cominciato a fare le opere di bene o nel momento in cui hai riposto in Lui la tua fede, in preghiera e Dio ti ha fatto conoscere il Suo perdono?
E’ l’amore che Dio ha avuto per me che mi spinge a operare e non il “dovere” di farlo per essere salvato. Le opere sono la naturale conseguenza della fede, chi è stato amato di un amore così grande come quello di Dio non può che amare di conseguenza!!

