Ogni uomo che si trovi a discutere sulla pena di morte credo che dovrebbe provare a immedesimarsi nei parenti o nelle persone care a coloro che sono state vittime.
Infatti cosa penseresti se fosse tua moglie ad essere stata violentata e uccisa? Cosa penseresti se fosse stata tua figlia ad essere abusata da un pedofilo?
Cosa penseresti se questa persona oltre a fare del male a tua moglie o a tua figlia/o lo avesse fatto a molte altre persone?
Saresti davvero capace di perdonare? Saresti davvero capace di dire che non è giusto che questa persona muoia?
Io sono persuaso che ogni uomo è chiamato a perdonare, ma capisco chi non ne è capace, e di fronte a una così grande ingiustizia subita desidererebbe la morte di colui che l’ha provocata gratuitamente.
Senza l’aiuto di Dio noi uomini questo amore non lo riusciamo ad avere, o tu sì?
Gesù disse:
5 Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla. (Giovanni 15)
Quindi un conto è dire che non è giusto che siano degli uomini a stabilire la morte di un altro uomo e un altro conto è dire che non sia giusto che chi ha commesso questi crimini muoia perchè io credo sia giusto, ma Gesù non mi ha chiamato a fare giustizia, ma a perdonare, di fare giustizia ci pensa Dio, a Suo tempo:
27 «Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici; fate del bene a quelli che vi odiano; 28 benedite quelli che vi maledicono, pregate per quelli che vi oltraggiano. 29 A chi ti percuote su una guancia, porgigli anche l’altra; e a chi ti toglie il mantello non impedire di prenderti anche la tunica. 30 Dà a chiunque ti chiede; e a chi ti toglie il tuo, non glielo ridomandare. 31 E come volete che gli uomini facciano a voi, fate voi pure a loro. 32 Se amate quelli che vi amano, quale grazia ve ne viene? Anche i peccatori amano quelli che li amano. 33 E se fate del bene a quelli che vi fanno del bene, quale grazia ve ne viene? Anche i peccatori fanno lo stesso. 34 E se prestate a quelli dai quali sperate di ricevere, qual grazia ne avete? Anche i peccatori prestano ai peccatori per riceverne altrettanto. 35 Ma amate i vostri nemici, fate del bene, prestate senza sperarne nulla e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo; poiché egli è buono verso gli ingrati e i malvagi. 36 Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro. (Luca 6)
Dio ti benedica!

La pena di morte è un argomento molto complesso e tutti, bene o male, ci siamo trovati a discuterne. Le esecuzioni fanno scalpore e fanno notizia alla tv e quindi bene o male a tutti è capitato di sentirne parlare.
Ci sono i favorevoli, ci sono i contrari e poi c’è chi si astiene da qualsiasi presa di posizione perchè ritiene che solo quando si è direttamente coinvolti in certe situazioni è possibile prendere una posizione in merito.
Io vorrei fare alcune considerazioni premettendo di essere fermamente contraria alla pena di morte perchè non è “giustizia”, ma OMICIDIO. Io non vedo l’utilità nel punire un crimine con un crimine di ugual natura. Anzi non direi nemmeno di ugual natura perchè un crimine eseguito dallo Stato è peggiore perchè “legale” e non vedo quale sia il metro di giudizio per poter stabilire chi è autorizzato ad uccidere e chi no!
Certo è vero che è facile parlare quando nelle situazioni non si è coinvolti direttamente e grazie a Dio non mi son mai trovata coinvolta personalmente in situazioni del genere. E’ impensabile mettersi nei panni dei parenti delle vittime e pensare di comprendere fino in fondo il loro dispiacere, il loro odio nei confronti del criminale e via dicendo.Penso che sia una sofferenza talmente grande che potrei anche comprendere il loro desiderio di “vendetta”. Anche se con la vendetta non possono pensare di riavere il proprio caro vittima della brutalità di colui che han fatto sparire dalla faccia della Terra.
Però posso fare un paragone che aiuti a far capire il punto di vista del “condannato a morte”. Anche il condannato è una vittima. Anche il condannato ha parenti ed amici che gli han voluto bene e sicuramente anche questi ultimi soffrono molto perchè vogliono lui ancora bene. E penso che non sia facile nemmeno per loro vedere in “diretta” l’omicidio del proprio caro. Provate ad immaginare se una persona che tanto amate anzichè essere la vittima fosse il carnefice. Non ne soffrireste anche voi? Non soffrireste se veniste a conoscenza che il vostro caro è un assassino (per esempio) e per di più condannato a morte?
Se, quindi, non posso mettermi nei panni dei parenti delle vittime, o dei parenti del condannato, potrei mettermi nei panni del “condannato” stesso. Sì perchè anche se i miei peccati non arrivano ad essere paragonabili ai crimini condannati con la pena di morte, io sono peccatrice ugualmente e recentemente mi son ritrovata a ridiscutere tutta la mia vita, a prendere le distanze da tutto ciò che facevo, da tutte le cose superficiali a cui tenevo. Ho cominciato a vivere diversamente e sento che ora la mia vita ha più senso di quanto ne abbia avuto per trent’anni filati. Arrivo al dunque. Io nella mia vita ho molto peccato in presunzione, ho fatto soffrire molte persone a parole non fisicamente, ma vi assicuro che le parole possono far male più di un ceffone. Ho giudicato gli altri, quando invece non ne avevo nessun diritto. Pensavo di essere “il meglio” invece mi sbagliavo di grosso, perchè ero “un niente” perchè non avevo Dio. Chiedo continuamente il perdono di Dio per i miei peccati passati e presenti e son convinta che potrei chiedere già perdono per i peccati che farò perchè non sono immune a queste cose, perchè sono umana e quindi tremendamente imperfetta. Vi assicuro che la Angela che sono ora è estremamente diversa dalla Angela che ero fino all’anno scorso. Ed allora dove voglio arrivare? Arriviamo al condannato…anche lui ha peccato. Non stiamo a guardare se il suo peccato è più grande del mio o del vostro, diciamo che ha peccato e basta. Come si può essere convinti che quella persona non si sia profondamente pentita di ciò che ha fatto? Se penso che io rifiuto la “Angela” di prima perchè adesso c’è una “Angela” nuova, perchè il condannato non potrebbe pensare altrettanto e vivere questo passaggio come lo sto vivendo io? Io sto male a pensare che un criminale pentito e rinato sia condannato a morte. Un “pentito” rinato diventa una persona diversa, nuova, una persona che addirittura può essere di utilità agli altri. Una persona che ha rinnegato se stessa e vorrebbe ricominciare da capo, ma non gli è permesso perchè “la giustizia” umana non lo permette. Perchè non dargli la possibilità di vivere la sua nuova vita?
Io penso che ognuno di noi debba avere una possibilità aggiuntiva. Una possibilità di riscattare se stesso.
Solo Dio può aiutarci in questo e solo Dio può aiutarci a perdonare…noi spesso non ne siamo affatto capaci.
La pena di morte uccide due volte…uccide il criminale ed uccide il “criminale pentito” o il criminale che non avrebbe voluto altro se non rinascere e rinnegare quello che è stato prima di quel momento. Non dev’essere un bello spettacolo guardare negli occhi una persona del genere mentre gli si applica un’iniezione letale.
Io sono rinata ed ora sto ricominciando a vivere una nuova vita…se fossi stata condannata a morte per i peccati da me commessi non avrei avuto questa grande opportunità. E sarebbe stato un vero peccato! Un peccato per me più che per gli altri.
Un abbraccio.
Nell’Antico Testamento, i nemici del Popolo Eletto non venivano uccisi direttamente da Dio, per punirli dei loro peccati?
E inoltre, non hanno i Papi per secoli mandato a morte gli eretici? Secondo il dogma dell’infallibilità pontificia, dunque, questi furono atti legittimi. Perché, quindi, considerare la pena di morte immorale? La Bibba ne parla come di una cosa normale e giusta, verso che si macchia di gravi reati..
Grazie mille e che Dio sia con voi.
Lasciando perdere l’infallibilità papale che è una dottrina cattolica che nulla ha a che fare con la bibbia, hai ragione tu, la pena di morte è giusta.
Vi è però un problema, sebbene sia giusta non è altrettanto giusto che sia un uomo a infliggerla ma, come hai detto tu stesso, Dio in persona.
Dio non mi chiama a fare giustizia, Dio non mi chiama a condannare, Dio, nella persona di Gesù,mi chiama ad amare e a perdonare.
Se Dio lascia in vita un uomo, chi sono io per ucciderlo?
Potrei mai uccidere un uomo perchè ha peccato quando io stesso sono un peccatore?
Tutti noi siamo dei peccatori e tutti noi meriteremmo la morte.
Ma, della pena di morte che ricadeva sulla nostra testa a causa delle nostre trasgressioni se ne è preso carico Gesù, Lui ha pagato al nostro posto, Lui ha pagato al mio posto, per questo c’è speranza, per me, per te e per chiunque altro, basta credere, e in virtù del Suo sacrificio ottenere il perdono di Dio.
Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni,
stroncato a causa delle nostre iniquità;
il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui
e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti. (Isaia 53:5)
Dio ti benedica!