Quella che più di tutte mi commuove è quella del mercante e della perla:
45 «Il regno dei cieli è anche simile a un mercante che va in cerca di belle perle; 46 e, trovata una perla di gran valore, se n’è andato, ha venduto tutto quello che aveva, e l’ha comperata.
Questa parabola fa vedere l’amore di Dio, per la salvezza dell’uomo.
Gesù ha venduto tutto, si è spogliato del suo essere Dio, è venuto sulla terra e ha dato la sua vita per noi.
La mia salvezza è gratuita, ma non lo è stata per Lui che ha pagato con la sua stessa vita.
Quello che mi commuove non è solo quello che ha fatto, ma quello che Gesù ha visto in me: una bella perla.
Non lo sono, non lo ero, eppure è proprio l’amore di Gesù per me che ha visto non quello che ero, ma quello che avrei potuto essere se avessi accettato il Suo aiuto nella mia vita: una bella perla.
Gesù non guarda a quello che siamo, ma a quello che potremmo essere se gli daremo spazio nella nostra vita. Ecco perchè ha venduto tutto per noi.
1 Anche noi, dunque, poiché siamo circondati da una così grande schiera di testimoni, deponiamo ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, e corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta, 2 fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta. Per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l’infamia, e si è seduto alla destra del trono di Dio. 3 Considerate perciò colui che ha sopportato una simile ostilità contro la sua persona da parte dei peccatori, affinché non vi stanchiate perdendovi d’animo. (Ebrei 12)
Peccato che solo alcuni accettino il suo sacrificio, altri non ne fanno stima alcuna.
Disprezzato e abbandonato dagli uomini,
uomo di dolore, familiare con la sofferenza,
pari a colui davanti al quale ciascuno si nasconde la faccia,
era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna. (Isaia 53:3)
Dio ti benedica!


Bellissima questa parabola…Già anche nella solitudine e nella tribolazione,bisogna ricordarsi che c’è qualcuno che ci ama come nessuno!!
La parabola su cui credo si debba riflettere con maggiore attenzione é quella della donna cananea. A dispetto di quanto si insegna quotidianamente e di ciò che dicono i sacerdoti alla gente, cristo non sarebbe stato mandato sulla terra per la salvezza dell’uomo, ma unicamente per quella del popolo ebreo. Se veramente dalle sacre scritture emerge una cosa con chiarezza é che dio non considerera gli uomini tutti uguali e fratelli fra loro, perché per bocca di cristo evoca un parallelismo tra padrone-cane e popolo ebreo-popolo cananeo, o forse + correttamente popolo ebreo-altri popoli.
cordiali saluti
p.s. per quanto dall’età di 15 anni non assiduo frequentatore di funzioni religiose, non ricordo mai che sia stata data lettura di tale parabola, forse perché poi ci sarebbero troppe spiegazioni improbabili da fornire.
Caro Possibilista,
la parabola che tu citi, non so nella tua, ma nella Chiesa che frequento ha pari dignità e valore delle altre. Che Gesù si sia manifestato per tutti gli uomini, nessuno escluso lo si legge con chiarezza in Giovanni 3, 16 laddove Egli dice, rivolgendosi a Nicodemo ” ….Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.”
Come puoi notare in quel “chiunque” ci siamo anche tu e io, sta a noi scegliere o meno di credere.
Poi ancora, sempre in Giovanni, al Cap 17 è sempre Gesù che dice pregando per i suoi discepoli: “… Non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola: che siano tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch’essi siano in noi: affinché il mondo creda che tu mi hai mandato.”
Nota che Gesù vuole che “il mondo” creda e non per puro interesse intellettuale.
Un cordiale saluto