E’ evidente che il vino e il pane sono solo dei simboli del corpo del sangue di Gesù:
19 Poi prese del pane, rese grazie e lo ruppe, e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». 20 Allo stesso modo, dopo aver cenato, diede loro il calice dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è versato per voi. (Luca 22)
Con queste frasi Gesù stesso non desiderava che noi diventassimo cannibali, (che se voleva dare il suo sangue era ancora vivo avrebbe potuto darglielo direttamente) ma solo che attraverso questi simboli potessimo ricordare ciò che Lui ha fatto.
23 Poiché ho ricevuto dal Signore quello che vi ho anche trasmesso; cioè, che il Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane, 24 e dopo aver reso grazie, lo ruppe e disse: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». 25 Nello stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne berrete, in memoria di me. 26 Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga». (1Corinzi 11)
La bibbia non è di così difficile comprensione come si crede, a torto, visto che la maggior parte delle persone non l’ha mai letta.
Il catechismo cattolico, che dovrebbe aiutare a comprendere molte verità della bibbia, lo trovo veramente di difficile comprensione, ci sto provando però, nessuno può dire che non ci metto la buona volontà, ma di certe cose proprio fatico a comprenderne il senso.
Dio ti benedica!

A parte che la definizione stessa di fede implica l’abbandono della ragione e dell’intelletto, senza contare che Dio stesso chiede l’abbandono della razionalità nella Bibbia (che ho letto n.d.s.).
Ma allora:
[Gesù] “Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.” NT Luca 12, 47
con questo cosa vuole dirci? Che è giusto picchiare chi sbaglia? Che è giusto avere degli schiavi?
Hai proprio ragione, la Bibbia non è di così difficile comprensione.
Sono contento nel considerare che tu sia un assiduo frequentatore del mio blog.
Quello che la bibbia dice non è di abbandonare la nostra intelligenza o la capacitò di ragionare, ma di, come hai citato tu stesso, abbandonare la nostra volontà perchè riconosciamo che la Sua volontà è la cosa migliore per la nostra vita.
Intanto è una parabola che parla del rapporto del cristiano con il Suo Dio.
Io servo il Signore, che riconosco come mio padrone (e qui si ritorna al discorso del “fare la volontà di”)
Proprio perchè si parla del rapporto tra Dio e l’uomo non si parla del rapporto tra uomo e uomo quindi nulla ha a che fare con la schiavitù (così come la intendi tu) nè con il picchiare fisico.
E’ una parabola che parla di cose spirituali attraverso situazioni reali.
Le percosse sono prese ad esempio come riprensione che Dio mette in opera per coloro che non fanno la Sua volontà.
Infatti, non so se tu sei un padre, ma saresti un padre amorevole se permettessi a tuo figlio di fare tutto quello che vuole, o se lo correggessi (magari anche con qualche sberla) nel momento in cui lo vedi sbagliare?
Inoltre il passo che hai citato tu parla anche di responsabilità, esso afferma a chi è stata insegnata correttamente la Sua volontà e non l’ha fatta è più colpevole di quelli a cui non è stata insegnata e non l’hanno fatta. Ma qui il discorso sarebbe più lungo se avrai piacere, però lo continuerò, magari ci faccio un post apposta.
Ci tengo però a precisare che io ho scelto Dio come padrone e lo servo, Gesù però ha cambiato anche questa mia condizione:
Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore; ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio. (Giovanni 15:15)
Grazie ancora per il tuo intervento.
Dio ti benedica!
ciao marco. scusa se mi permetto ma mi ritrovo navigando in questo blog. Il nostro Signore Gesù parla molto chiaro. Mi riferisco alla presenza reale del corpo e sangue di Cristo nell’Eucarestia. l’ha promesso. e quando Dio parla dice solamente la verità in quanto verità assoluta e infinita. Ma se dubiti puoi andare a vedere il miracolo eucaristico di Lanciano quando un sacerdote dopo la consacrazione dubitò della presenza reale di Gesù in corpo e sangue. Quando in grazia di Dio riceviamo Gesù nostro Signore nell’eucarestia diventiamo tabernacoli viventi e portiamo il nostro Creatore dentro di noi che ci vivifica e ci insegna a vivere secondo le Sue volontà. Basta aprirGli il cuore e tutte le spiegazioni che vorremmo ci verranno stampate nel nostro cuore. Molte volte non ce ne accorgima ma Lui spiega benissimo cosa vuole da noi.
Dio benedica anche te. un abbraccio
Ciao Diego,
Sì, quando Dio parla dice solamente la verità, io non dubito sulle parole di Gesù, solamente credo fermamente che in questo passo Egli volesse solo che noi simboleggiassimo il suo corpo e il suo sangue con il pane e il vino, e non che nel momento in cui mangiamo pane e beviamo vino essi diventino per miracolo il corpo di Gesù e il Suo sangue.
Questo non toglie il vero significato dell’ ultima cena così come Gesù ci ha prescritto di fare e che è il ricordarsi di quello che lui ha dovuto subire sul Suo corpo e di quello che lo spargimento del Suo sangue hanno potuto produrre nella mia vita.
Continuerò a celebrare la cena del Signore così come il mio Signore mi ha consigliato di fare con i simboli del pane e del vino, io non dubito ciò che è scritto.
Il vero problema, e mi spiace per te per questo, è che la tua fede è riposta non in quello che Gesù dice ma in quello che la chiesa cattolica ti ha insegnato tanto è vero che sebbene Gesù parli di pane e vino tu credi che il modo di celebrarlo sia attraverso l’ostia.
Nonostante ciò né tu né io celebrando la cena del Signore veniamo meno al vero senso per il quale Gesù ci ha chiesto di farla e cioè il ricordarsi di ciò che Lui ha fatto quel giorno per te e per me, io non voglio smettere di farlo e credo nemmeno tu.
e dopo aver reso grazie, lo ruppe e disse: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». Nello stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne berrete, in memoria di me. (1Corinzi 11:24)
Dio ti benedica!
Il fatto di credere in qualcosa che non si vede non è illogico, è irrazionale semmai.
Io trovo la parola di Dio molto logica, ma soprattutto pratica.
Non c’è il tentativo da parte mia di voler dare a tutti i costi una spiegazione logica, io credo che qui il discorso è ben diverso.
Vedi, quando si parla di fede, si parla di credere in qualcuno che non hai mai visto e credere che Lui può fare cose che sono impossibili.
Quindi la mia fede non mi impedisce di credere che Gesù possa essere veramente nell’ostia consacrata della chiesa cattolica.
Il punto qui è un altro, ho avuto fede in Dio quando vedevo ogni porta chiusa, quando le situazioni erano umanamente impossibili da ribaltare e Lui, in molte occasioni, mi ha dimostrato come è superiore ad ogni cosa e come a Lui nulla è impossibile.
Abramo e Sara ebbero fede che gli potesse nascere un figlio anche se lei era già in meno pausa e un figlio gli nacque (Isacco). Mosè ebbe fede che alzando il bastone il mare si sarebbe aperto in due e si aprì, Gesù ebbe fede che pur morto sarebbe resuscitato e resuscitò!!
Nel tuo caso invece tu hai fede che nell’ostia sia davvero presente Gesù, bene, allora dovresti dirmi che hai sperimentato questo e allora si che la tua fede è stata ben riposta.
Ma l’ostia, una volta consacrata, correggimi se sbaglio, rimane ostia.
Non diventa per miracolo il corpo e il sangue di Cristo, quindi, o Cristo ha detto una bugia, oppure hai male interpretato le sue parole.
Tanto è vero che tu affermi che “nel pane e nel vino consacrati sia realmente presente il corpo e sangue di Cristo” ma non è quello che si fa nella chiesa cattolica, non si consacrano pane e vino ma l’ostia che credo che Gesù nemmeno sapesse cosa fosse.
Inoltre Gesù non dice: “io sarò presente nel pane e nel vino una volta consacrati” ma che chiunque mangi il pane e il vino ricordandosi di Me sta mangiando la mia carne e bevendo il mio sangue.
Come vedi non si parla di ostia (ma di pane e di vino), non si parla di necessaria consacrazione da parte di un autorità religiosa, e nemmeno si parla di presenza “all’interno di” ma di una vera e propria trasformazione, pane che diventa corpo e vino che diventa sangue.
«Prendete, mangiate, questo è il mio corpo». 27 Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, 28 perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, (Matteo 26)
Anche ammettendo che, non so per quali motivi, l’ostia possa sostituire il pane e il vino, diventano corpo e sangue di Gesù? No?
Nemmeno allora lo diventarono è scritto che Gesù ha detto del vino che è il suo sangue ma non che il vino divenne davvero il Suo sangue (come successe invece alle nozze di canaan dove è scritto che l’acqua divenne vino ad esempio)
Ecco perchè io credo che siano solo simboli tanto è vero che Gesù disse fate questo (quello che avevano fatto cioè mangiare il pane e il vino) in memoria di me.
Questo lo disse affinchè l’uomo non si dimenticasse mai, col passar del tempo, che il suo corpo fu trafitto e il suo sangue è stato versato.
La mia fede non la ripongo nei simboli che Gesù ha usato per trasmetterci delle verità, ma nelle Sue promesse come la pace che ha donato al mio cuore, quella sì che l’ho potuta sperimentare, quella sì che si può ottenere solo per fede!!!
Dio ti benedica!