Il tuo discorso è corretto, solo in parte, infatti sottovaluti alcune cose:
1. che per essere perdonato, devi essere sinceramente pentito
2. Che chi perdona non sono gli uomini, ma Dio che conosce il tuo vero sentimento.
3. Che la salvezza è per grazia, gratuita. Ma Dio prevede che ci siano dei premi per coloro che sono salvati, e questi, sono in proporzione alle proprie opere, a quanto hai trafficato i tuoi talenti in vita.
Perciò tu che ti sei convertito l’ultimo istante della tua vita non avrai lo stesso premio di uno che lo ha servito tutta la vita, perchè anche in questo Dio è giusto!
A dimostrazione di quello che tu dici (cioè che uno pur convertendosi l’ultimo istante della sua vita possa essere salvato) ci sono due passi in particolare:
Vale più la fine di una cosa, che il suo principio; (Ecclesiaste 7:8 )
L’uomo che fu crocifisso insieme a Gesù ammise di aver peccato tutto la vita, ma proprio ammettendolo dimostrò il suo pentimento e Gesù lo salvò
39 Uno dei malfattori appesi lo insultava, dicendo: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!» 40 Ma l’altro lo rimproverava, dicendo: «Non hai nemmeno timor di Dio, tu che ti trovi nel medesimo supplizio? 41 Per noi è giusto, perché riceviamo la pena che ci meritiamo per le nostre azioni; ma questi non ha fatto nulla di male». 42 E diceva: «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno!» 43 Gesù gli disse: «Io ti dico in verità che oggi tu sarai con me in paradiso».
Se tu conoscessi qual’è la meravigliosa vita che conducono coloro che hanno conosciuto il perdono di Dio, oggi stesso gliene chiederesti.
Chi ti fa credere che saprai il giorno esatto della tua morte per poter essere in tempo per chiedere perdono?
