Forse nei libri antichi non c’è niente di nuovo che si può aggiungere a quelli che gia abbiamo.
Con questo non voglio assolutamente dire che sono d’accordo con la censura, il fatto è che la causa per la quale molti libri del passato non sono arrivati a noi non è la censura ma l’usura.
Io non ne sento la mancanza perchè come ho affermato prima non penso che ci sia stato in quei libri nulla di nuovo rispetto a quelli a cui invece possiamo accedere.
Se ci fai caso, il cinema ha solo un centinaio di anni eppure già si fatica a trovare un film veramente nuovo, sono tutti remake, o filoni sullo stesso argomento.
Ti consiglio di leggere quello che dice l’ecclesiaste su questo tema, è solo un capitolo, ma se ti incuriosisce ti consiglierei di leggere tutto il libro, questo è riuscito ad arrivare a noi, senza usura nè censua! :)
Ciò che è stato è quel che sarà; ciò che si è fatto è quel che si farà; non c’è nulla di nuovo sotto il sole. C’è forse qualcosa di cui si possa dire: «Guarda, questo è nuovo?» Quella cosa esisteva già nei secoli che ci hanno preceduto. Non rimane memoria delle cose d’altri tempi; così di quanto succederà in seguito non rimarrà memoria fra quelli che verranno più tardi.
Io, l’Ecclesiaste, sono stato re d’Israele a Gerusalemme, e ho applicato il cuore a cercare e a investigare con saggezza tutto ciò che si fa sotto il cielo: occupazione penosa, che Dio ha data ai figli degli uomini perché vi si affatichino. Io ho visto tutto ciò che si fa sotto il sole: ed ecco tutto è vanità, è un correre dietro al vento. Ciò che è storto non può essere raddrizzato, ciò che manca non può essere contato. Io ho detto, parlando in cuor mio: «Ecco io ho acquistato maggiore saggezza di tutti quelli che hanno regnato prima di me a Gerusalemme; sì, il mio cuore ha posseduto molta saggezza e molta scienza». Ho applicato il cuore a conoscere la saggezza, e a conoscere la follia e la stoltezza; ho riconosciuto che anche questo è un correre dietro al vento. Infatti, dov’è molta saggezza c’è molto affanno, e chi accresce la sua scienza accresce il suo dolore.
(Ecclesiaste 1)
